Cura della gravidanza

  • Il monitoraggio della gravidanza in donne affette da tumore coinvolge più figure professionali.
    Oltre al ginecologo-ostetrico, con particolare esperienza nella patologia della gravidanza, è necessario avere a disposizione lo specialista oncologo, il neonatologo e figure di supporto come l’ostetrica e lo psicologo.

    Compito del ginecologo-ostetrico sarà quello di monitorare il benessere materno-fetale.
    Qualsiasi paziente chemiotrattata deve essere sottoposta a plurime valutazioni cliniche ed ecografiche, ravvicinate nel tempo, in modo tale da monitorare la crescita fetale e scongiurare il rischio di iposviluppo fetale e basso peso alla nascita

    In alcune situazioni potrà essere necessario programmare il parto prima del termine naturale della gravidanza, considerato la 37a  settimana.
    Per esempio nei casi in cui sia necessario proseguire una terapia già avviata o iniziare un trattamento dannoso per il feto, in epoche gestazionali avanzate, quando i rischi del trattamento in utero superano quelli della nascita prematura.
    Qualora si prospetti la necessità di un parto pretermine, sarà necessario indurre la maturazione polmonare del feto con un trattamento materno a base di cortisonici.
    Tale trattamento si è dimostrato efficace nel migliorare gli esiti neonatali (soprattutto nel ridurre problematiche respiratorie), qualora il parto si verifichi prima della 34a  settimana.

    La modalità del parto dipenderà dall’epoca di gestazione, dallo sviluppo e dalla presentazione fetale, dai pregressi parti e dal tipo di neoplasia. Quando possibile, il parto vaginale è sempre preferibile rispetto al taglio cesareo.
    Il parto vaginale è gravato da un minor tasso di complicanze mediche, i tempi di degenza e di convalescenza sono di gran lunga inferiori, risultando particolarmente vantaggioso per le donne che necessitano di proseguire o iniziare il trattamento subito dopo il parto.

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