Lesioni HPV correlate

  • Lesioni HPV correlate

    Il papilloma virus (HPV) : 

    La famiglia dei papilloma virus comprende 118 diversi tipi (genotipi) e circa 40 di questi possono infettare la mucosa genitale. L’infezione non da sintomi particolari e si trasmette principalmente attraverso i rapporti sessuali. Si calcola che circa il 70% delle donne sessualmente attive verrà in contatto con almeno un tipo di virus nel corso della sua vita. Il sistema immunitario è in grado di combattere l’infezione che nella maggior parte dei casi regredisce senza dare disturbi. 

    Prevenzione primaria: il vaccino 

    Attulmente esistono 2 vaccini contro il papilloma virus:
    -il vaccino bivalente che previene le infezioni causate da HPV 16 e 18 responsabili delle lesioni precancerose e del tumore del collo dell’utero.
    -il vaccino quadrivalente che previene le infezioni da HPV 16 e 18 come il vaccino bivalente e in più previene le infezioni da HPV 6 e 11 responsabili dei condilomi genitali (lesioni benigne)

    Il ciclo di vaccinazione completo è costituito da 3 iniezioni intramuscolo da somministrare nell’arco di tempo di sei mesi.
    Sono vaccini sicuri e ben tollerati. Occasionalmente puo’ capitare che dopo la vaccinazione si manifestino alcuni disturbi come febbricola o una reazione nella sede in cui si è effettuata l’iniezione. Sono effetti lievi e transitori che scompaiono in poco tempo.   

    Prevenzione secondaria: il pap test 

    Quando l’infezione da HPV non viene spontaneamente eliminata dal sistema immunitario puo’ dare origine ad alterazioni cellulari che vengono identificate dal pap test. Queste alterazioni vengono definite lesioni intraepiteliali di “basso” grado (LSIL) o di “alto” grado (HSIL) in base a quanto si discostano dal tessuto sano. Un’alterazione di basso grado ha un’alta percentuale di regredire, guarire, spontanemente mentre una lesione di alto grado tende a persistere e, se non curata, può evolvere verso il tumore del collo dell’utero invasivo. Ma perché ciò accada sono necessari diversi anni. Lo scopo del pap test è proprio quello di identificare queste lesioni molti anni prima che si trasformino in tumore in modo da intervenire un maniera precoce, definitiva e sicura senza rischi per la vita della paziente. In ogni caso un pap test positivo deve essere confermato da una biopsia che viene eseguita durante un esame specifico: la colposcopia.

    Le lesioni  benigne: i condilomi 

    I condilomi si manifestano come piccole escrescenze, molto simili alle verruche della pelle, che possono interessare i genitali esterni, la vagina e il collo dell’utero. Proprio come le verruche non hanno potenziale maligno, non possono cioè degenerare in tumore. Sono causate dall’infezione dei genotipi di HPV così detti “a basso rischio” di cui i più frequenti sono il numero 6 e 11. 

    Le lesioni pre-tumorali: CIN 

    CIN è una sigla inglese che significa “Cervical Intraepitelial Neoplasia” ovvero un’alterazione, o displasia, dello strato superficiale del collo dell’utero. Questo tipo di lesioni sono chiamate pre-tumorali in quanto hanno capacità, se non trattate, di trasformarsi in tumore invasivo. Sono lesioni del tutto asintomatiche che vengono diagnosticate solo grazie al pap test e confermate successivamente durante la colposcopia mediante un piccolo prelievo di tessuto o biopsia. In base al grado di alterazione si dividono in CIN1 (lesione intraepiteliale di basso grado), CIN2 (moderato) e CIN3 (severo). I genotipi di HPV coinvolti nello sviluppo di queste lesioni sono chiamati “ad alto rischio” ed i più frequenti sono il 16 e il 18. Il trattamento dipende dal grado della lesione: le lesioni di basso grado hanno un alto tasso di regressione (guarigione) spontanea e per questo è sufficiente  semplicemente osservarle nel tempo ripetendo pap test e colposcopia. Le lesioni di grado moderato o severo, invece, devono essere asportate mediante un intervento ambulatoriale (conizzazione cervicale)

    La colposcopia : 

    La colposcopia è un’indagine di secondo livello riservata a quelle pazienti che hanno un pap test positivo. E’ un esame non invasivo, non doloroso e ben tollerato dalla maggior parte delle pazienti. Dopo aver posizionato lo speculum il ginecologo osserva a forte ingrandimento, tramite il colposcopio,  il collo dell’utero. Grazie all’utilizzo di due reagenti, l’acido acetico e la soluzione di Lugol, il colposcopista è in grado di riconoscere eventuali alterazioni non altrimenti visibili ad occhio nudo. Se durante l’esame viene identificata una lesione sospetta viene eseguita una biopsia mirata che confermi o meno la presenza di un CIN. 

    Trattamento dei CIN : 

    Le lesioni di basso grado (CIN 1) tendono a regredire spontaneamente e per questo motivo non vengono di norma trattate. Alla paziente vengono proposti dei controlli periodici con colposcopia e pap test allo scopo di “osservare” la lesione fino alla guarigione spontanea. 

    Le lesioni di grado moderato o severo (CIN2 e CIN3) vengono trattate con un intervento chirurigco ambulatoriale che si chiama conizzazione. Prima dell’intervento viene effettuata un’anestesia locale e si asporta una piccola porzione del collo dell’utero, di forma conica, interessata dalla lesione. Dopo un breve periodo di osservazione la paziente puo’ tornare a casa e riprendere le normali attività. La guarigione completa del collo uterino avviene in genere nel giro di qualche settimana. 
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